GLI ALTRI



FINE ANNI 70. Conduco in una radio privata Genovese un programma mattutino settimanale che sta
riscuotendo molto successo. Un mix di risate, un pizzico di casalingo, un pò di genovese, quiz,
telefonate in diretta, miei raccontini sceneggiati e le mie poesie. Sono assediato dalle telefonate e
dalle lettere ( le e mail e il computer erano ancora da divenire ) Ne parlano i giornali locali,
cominciano a fioccare le prime pubblicità ad interrompere lo scorrimento del programma ( Segno di
successo e di guadagno per il proprietario della radio ma una rottura di scatole per me che devo
interrompere spesso il mio giocattolo così ben avviato ) L'angolo della poesia ha successo. Mi allargo,
inserisco e recito anche poesie di altri autori fino a che una mattina non mi imbatto in questa :

Come una rosa blu (Gerda Klein)

Jenny è una bambina…..
un’adorabile bambina.
I suoi occhi sono nocciola,
i capelli un po’ più scuri.
Se i capelli le cadono sugli occhi,
li scosta.
Ma la mano non và diritta alla fronte,
prima si curva come un fiore
al primo schiudersi dei petali,
poi scosta i capelli dagli occhi.
Jenny è diversa.
Diversa ?
Si, diversa da quasi tutte le altre
Ma chi ha detto che tutte le persone
debbano essere uguali ?
Pensare, agire, apparire uguali ?
Per me Jenny è come una rosa blù.
Una rosa blù ?
Avete mai visto una rosa blù ?
Ci sono rose bianche,
e rose rosa, e rose gialle,
e una infinità di rose rosse.
Ma blù ?
Un giardiniere sarebbe felice
di avere una rosa blù.
La gente verrebbe da lontano per vederla.
sarebbe rara, diversa, bella.
Anche Jenny è diversa.
Ecco perché, in qualche modo,
è come una rosa blù.
Quando Jenny giunse a casa dalla clinica,
“una bambolina rosa, morbida e paffuta”
piangeva spesso,
più spesso degli altri bambini.
Perché ?
Chissà, forse vedeva ombre diverse
che la spaventavano.
Forse udiva suoni a lei sconosciuti.
Quando fù più grandicella,
stava sempre accanto alla mamma
e le si attaccava alla gonna.

Per un uccello così, volare è difficile:
ci vuole più forza, più fatica, più tempo.
Per un uccello con le ali normali
volare è una cosa scontata,
ma un uccellino con le ali corte
deve impegnarsi molto per imparare.
Non importa cosa.
Ma c’è un’altra Jenny,
una Jenny che, in un triste pomeriggio d’inverno,
siede in poltrona e si dondola,
con la sua bambola fra le braccia.
E’ molto turbata, è confusa.
Lentamente mi dice:
“ mamma,
Sally ha detto che sono ritardata.
Che vuol dire, mamma ?
Ritardata ?
I bambini dicono ritardata,
e ridono.
Perché ridono, mamma ?”

Sapete, quando un gattino perde la coda
l’udito gli si fa più acuto, dicono.
E’ vero che la coda aiuta un gattino
a correre più veloce,
ma un gatto senza coda ci sente meglio
e avverte i passi che s’avvicinano
molto prima degli altri micini.
Ma alcuni non sanno che un gatto simile
può avere un udito tanto acuto;
vedono solo che gli manca la coda.
Certi bambini sono crudeli
e guardano fisso, e prendono in giro:
“gatto senza coda ! “
A volte Jenny correva dalla mamma
e le si aggrappava stretta,
così, senza una ragione,
o almeno senza una ragione chiara per noi.
Pian piano capimmo che il mondo di Jenny
era un poco diverso,
un mondo, in un certo senso, a noi ignoto.
Cominciammo a pensare
che vivesse in un mondo nel quale
potevamo non sentirci a nostro agio.
Entrare in quel mondo
è un po’ come andare su un altro pianeta.
E’ come se Jenny vivesse dietro uno schermo,
uno schermo che non riusciamo a vedere.
Forse ha colori magnifici,
forse quei colori, a volte, distraggono Jenny
dal prestare attenzione a quel che diciamo.
O forse ascolta una musica che noi
non possiamo sentire.
I pesci hanno un linguaggio e una musica
tutta loro, portata dalle onde, dicono.
Una musica che noi non possiamo udire
perché non abbiamo orecchie abbastanza fini.
Si, forse Jenny ode suoni che noi non udiamo,
forse è per questo che a volte balza in piedi
e intreccia misteriosi passi di danza.
Jenny è come un uccellino,
un uccello dalle ali molto corte,
mi capita di pensare.

Ci sono molte cose che Jenny non capisce.
E ci sono molte cose di Jenny
che gli altri non capiscono:
che Jenny è come un gattino senza coda,
che Jenny sente una musica diversa,
che Jenny ha le ali corte,
che Jenny deve essere protetta.
Jenny è come una rosa blù, delicata e bellissima,
Ma le rose blù sono così rare
che ne sappiamo poco, troppo poco.
Sappiamo solo che hanno bisogno
di essere curate di più.
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Da quel momento il finale di questa ( vera ) poesia diventa la mia sigla d'apertura e il mio
programma,da spensierato, lentamente si trasforma, accoglie le voci degli "ALTRI ".
Vado ad intervistarne parecchi perché in trasmissione non possono accedere ( le barriere
architettoniche ) e ho la fortuna di conoscere Rosanna Bensi, una giovane donna che vive
coraggiosamente dentro ad un polmone di acciaio a San Martino, con la quale entro in confidenza e
alla quale do spesso voce, collaborando anche alla sua rivista.
Ma tutto questo non è gradito all'editore, né ai pubblicitari e vengo posto di fronte all' aut- aut :
Devo ritornare al mio programma iniziale, leggero, divertente, ma io mi intestardisco, ho conosciuto
un mondo che voglio portare alla luce costi quel che costi e lascio ( o mi cacciano ? ) la trasmissione,
convinto che altre radio mi apriranno i loro microfoni.
Raccolgo tra le radio e le Tv private Liguri e Piemontesi solo belle parole di solidarietà e qualche vaga promessa
Da allora non ho mai più trasmesso

    Sergio Marini - 2010


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