IL BANCOMATTO

Ho bisogno di rifornire il mio portafoglio con un po di quelle che io chiamo " Palanche " e Dolcemetà " Franchi ".
Una volta ,se non entravi in banca e facevi la tua bella fila, non riuscivi ad entrare in possesso del tuo piccolo " tesoro ".

Ora c'è il Bancomat che per le piccole somme ti agevola la vita senza vincoli di orario.
Dunque sono lì, alle 19,davanti alla mia solita banca ormai ferreamente chiusa al pubblico. Le mie palanche sono all'interno, al sicuro, ma fra poco una parte di loro ritorneranno nelle mie tasche con pochi semplici e ormai abitudinari gesti.
Dolcemetà mi accompagna,brontola come al solito contro le diavolerie moderne. Lei soffre il bancomat, preferisce il " mattone " di buona memoria. si guarda circospetta in giro annegata nell'ampio cappottone che gli scende fino alla punta dei piedi, con il cappuccio calato sulla capoccia e la sciarpa a celargli il viso.Nell'aria fredda e pungente della sera spuntano solo i suoi occhiali che le conferiscono un'aria da rapinatrice.

" Mescite " mi esorta " gh'è un mûggio de delinquenti in gïo "!
Per la verità, nel raggio di cento metri c'è solo un gatto randagio,ma la prudenza non è mai troppa. Brandendo la tessera magnetica come fosse una pistola inizio l'assalto alla banca. Il bancomat ingoia la carta plastificata con un Tac quasi minaccioso e il cassiere virtuale oppone resistenza. Vuole che io dia i numeri. Per un attimo la mia mente vacilla tra numeri di telefono e targhe automobilistiche, poi uno sprazzo di lucidità guida i miei polpastrelli sui tasti giusti e il robotico cassiere alza le mani e mi chiede freddamente ,alla fine ,di quanto deve essere rapinato.
Digito il massimo della cifra possibile mentre lo osservo con sospetto alla ricerca di eventuali manomissioni o trucchi per carpire i miei segreti. Mi sembra tutto in regola.Tra il minaccioso e lo speranzoso emetto l'ultimo e definitivo ordine mentre Dolcemetà,sempre più calata nella parte del PALO, guaisce alle mie spalle " Mescite, mescite ! Gh'è son duî che s'avvixinan "! Mi giro di scatto. Una coppietta transita sull'altro marciapiede e svanisce dietro l'angolo lontano. In compenso i gatti ora sono due. Falso allarme

Intanto il Bancomat ronza, lavora alla ricerca del mio gruzzolo.Emette gemiti ma niente contante.Solo un sordo e beffardo ronzio. Lo guardo torvo : " Allora ? - sbotto spazientito.
Niente. Il maledetto continua imperterrito a tergiversare.
Passano lunghi interminabili secondi , che diventano ben presto minuti , durante i quali mi sento come un rapinatore davanti ad una cassaforte con apertura a tempo...indefinito. E non ho più nemmeno la pistola. Quella se l'è ingoiata per prima. Ora ci vorrebbe la lancia termica......
Il palo, pardon, Dolcemetà, sibila :
" Cose t'aspêti ? Piggia i franchi e andêmmo. Fa'n freido can !"
Allargo le braccia. Io invece comincio a sudare e riesco appena a borbottare confuso " O no funziona e o s'è xattou anche o mæ bancomat "
Emette un sorrisino di compatimento, sembra persino contenta : " Roba da ciodi...!Te l'aîvo dîto che l'ea mëgio ascondili sotta a strapunta "
Il Cassiere di latta continua a macinare i suoi misteriosi ingranaggi.
" Fanni quarcösa !!! latra lei.
In questi casi che si fa ? Non mi sono mai trovato in questa situazione. Qui bisogna chiamare la polizia, i caramba, l'esercito, l'aviazione e anche un' unità coronarica perchè sto andando in fibrillazione. Frugo in tasca alla ricerca del telefonino e mi ci aggrappo come fosse un salvagente mentre il Palo, pardon Dolcemetà, mi trafigge di sguardi di rimprovero come fosse colpa mia.
" Caaaaaalma " esclamo agitatissimo " Ôa ciammo aggiûtto. Tanto da chì non me mescio perchè questo gondon de bancomatto o continua a mugugnâ .."
Poi l'illuminazione. L'ultima volta che il TV di casa non voleva accendersi si è beccato un mio pugno sul fianco ,che ancora mi duole la mano dopo due anni ,e ha ripreso magicamente a funzionare......Vuoi vedere che......SBAM ! Calo un pugno proprio sulla tastiera: NIENTE, neanche un lamento...............
TE VEGNISSE 'N AÇÇIDENTE, FIGGIO DE 'NA COPERATIVA DE XATTÆ  ! E parte il calcio della disperazione : CRAAK !!!!
Il mio agognato cartoncino plastificato, la chiave  per accedere ai miei tesori, fa  improvvisamente capolino della fessura ed io mi precipito a ghermirlo prima che venga nuovamente sequestrato e subito dopo,alleluja !, la pancia  robotizzata partorisce 5 fruscianti banconote.

EVVAIII  !!!!

Ci allontaniamo lesti nella notte con la refurtiva sperando che nessuno ci abbia notati maltrattare il povero Bancomatto.
Ora ho due certezze : Un pugno per il TV e un calcio per il Bancomat.

E pensare che odio la violenza.

 

Sergio Marini - 24.3.2010

 

Per la traduzione dei dialoghi dal genovese all'italiano mandare una e mail a  : RuzzoeBuzzo@gmail.com

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