IL DEFLETTORE DEL 127

                         1982. Febbraio. Notte da lupi. Niente stelle, solo buio e ombre frettolose e infreddolite. Nottata ideale per i topi d’auto in caccia di un’autoradio da scambiare per una dose.

Toh, guarda, c’è un 127 blu con deflettore parcheggiato accanto ad un muro che protegge da sguardi indiscreti. Che ci vuole, un colpo al deflettore che va in frantumi, la mano allungata a far scattare il pomello della chiusura della porta anteriore, una rapida razzia all’interno….Che scemo sto qui, tiene l’autoradio sotto il sedile  !!….e c’è pure un piccolo equalizzatore che spunta appena da sotto la plancia…..una tirata sapiente e crack ! restano solo malinconici fili che penzolano. E già che ci sono porto via anche la pelle di daino e una scatoletta di Mental.   Addio fesso !

E così, l’indomani mattina alle otto, il fesso rimane per buoni cinque minuti a contemplare incredulo il luogo del delitto ma…..deve darsi una smossa se vuole arrivare alle nove all’appuntamento.

 Scansa alla belle e meglio i  minuscoli frammenti di vetro sparsi sul sedile di guida e prova a mettere in moto. Va ! E’ senza l’abituale accompagnamento musicale ma l’auto è salva. Fa un freddo cane, figuriamoci senza deflettore. Il fesso scende dalla collina, si ingloba nel caos del traffico ma quando transita per la delegazione e vede un autoricambi che sta aprendo, parcheggia in terza fila, entra nel negozio e ne esce poco dopo con un nuovo deflettore in mano e qualche migliaio di lire in meno. Cinque minuti e il nuovo deflettore fa bella mostra di se, ottima barriera contro una bronchite. Il fesso….va beh ora basta, chiamiamolo “Bì” , onora l’appuntamento e rientra in sede prima del previsto. Intorno alla dieci e trenta il 127 blù passa davanti alla stazione dei Carabinieri della delegazione, e con improvvisa decisione si va a parcheggiare proprio davanti al portone della Benemerita. Ma sì ! Denuncerà il torto patito, non per il rimborso, per carità, ma più che altro per mettere in evidenza che la zona non è sicura, che ultimamente troppe auto vengono prese di mira. Patente, libretto, l’attendente scrive pigiando i tasti di una vecchia Remington, poi passa la denuncia al Maresciallo, un uomo…diciamo rubicondo ma dall’aspetto severo : Un Maresciallo insomma come nella migliore tradizione..Appena il Signor Bì appone l’ autografo il Signor Maresciallo esclama :

“ U iè a macchena ? “ Diamoci n’occhiatina “  - Meravigliato ma ben contento di cotanto zelo il Signor Bì accompagna il militare all’auto.

.L'uomo, osserva, scruta, fa crocchiare i vetri ancora sparsi sul pavimento, quasi accarezza i fili che portavano al fu equalizzatore, ma la sua indagine si dilunga sul deflettore, lo apre lo chiude, mormora “ Bene Bene “  porge la denuncia e aggiunge “ Lei può andare “  Il Signor Bì mette in moto e nel passare davanti al Maresciallo gli pare che questi dica al suo attendente “  Denunciamo anche questo“.    Boh ?!

 In zona c’è la succursale dell’Assicurazione auto.  Il Signor Bì  pensa : “ Ho fatto trenta, facciamo trentuno” e completa diligentemente l’opera per poi ritornare alle sue occupazioni quotidiane.

Andiamo avanti di un annetto buono. : 

 Il trascorrere del tempo ha steso una patina di oblio sull’accaduto…..fino all’arrivo di una raccomandata da parte della sede Centrale dell’Assicurazione che informa l’ignaro che c’è pronto un profumato assegno di ben 70.000 lire. Caspita ! Vuoi vedere che rimborsano anche la pelle di daino e le mentine ?

“Bì “ tirato a lucido come ad una prima comunione, si presenta in sede un paio di giorni dopo e viene ricevuto da un sorridente funzionario che mostra la pratica e l’assegno. Deve solo apporre uno svolazzo su un foglio pieno di quelle scritte quasi invisibili e anche incomprensibili. Cerca di darsi un contegno leggendo le prime righe quando la voce del funzionario sibila nella stanza :        

                                       “ Ma Lei, signor Bì, perché fa di queste cose ? “

Il Signor Bì non capisce : “ Che…che cose ?  “farfuglia. Cade letteralmente dalle nuvole.

Il funzionario non  ha più il sorriso stampato sulla faccia, ma uno sguardo severo. Punta il dito contro Bi e : “ Ma lo sa che se firma sto foglio, e intasca l’assegno, l’Assicurazione deve segnalarlo ai Carabinieri e Lei sarà perseguito per Truffa portata a termine ? “

Bì non ha più in mano una penna ma un viscido serpentello e qualcuno deve aver tolto l’aria dalla stanza perché improvvisamente non respira quasi più. Come in un flash ripercorre tutta la storia in un baleno e realizza ciò che gli sta capitando. Posa il serpente sul tavolo accanto all’assegno tentatore e si alza, sdegnato:

“ Lei non solo mi sta dando del Truffatore, ma mi fa capire che sono anche un cretino, una belina, un pirla, uno sprovveduto insomma. Non si truffa un’Assicurazione per 70.000 lire “ Il funzionario allarga le braccia e Bì, con voce rotta dall’emozione e dalla rabbia, continua : “ Rinuncio all’assegno. E disdico anche l’Assicurazione. Sono  più di dieci anni che sono assicurato con voi e non avete avuto da me il minimo disturbo.MAI ! Anziché condannarlo avreste dovuto difendere un cliente così. Settanta mila lire di truffa…..ma si rende conto che imbecille sarei ? “

 

 Guidare a Genova non è impresa agevole per nessuno, ma il signor Bì, furente per il feroce torto patito dirige la 127 blù verso la stazione dei Carabinieri come fosse teleguidata. Sembra addirittura che gli altri si facciano da parte………..

E’ agitatissimo, chiede di parlare con il Maresciallo ma ci riesce solo dopo una lunga anticamera che lo aiuta a calmarsi. Il succo del colloquio è questo : “ Maresciallo, io sono una persona onesta, incensurato, non sono mai stato tanto offeso in vita mia…..Per non rimanere coinvolto in una accusa, per me cosi’ infamante, ho rinunciato a riscuotere l’assegno “

E la raggelante risposta : “ Lei sarà processato ugualmente, solo che così facendo ha alleggerito la sua posizione : anziché per il reato di truffa portata a termine Lei verrà giudicato per tentata truffa. “

Il signor Bì è indeciso se sputare in un occhio del Maresciallo o presentarsi nottetempo con una latta di benzina e dare fuoco alla Benemerita, poi opta per una silenziosa ritirata con la coda in mezzo alle gambe onde non aggiungere danno alle beffe. Tiene famiglia e non può permettersi d’andare in galera per un deflettore…..

Bastano pochi mesi lavoro per riuscire quasi a dimenticare. Anche il cambio d’auto contribuisce. Non più 127 blù , ma una fiammante R4 rosso fuoco. Ma le mani lunghe della giustizia pizzicano Bì sotto forma di una lettera di una avvocatessa che asserisce d’essere stata nominata difensore d’ufficio per una causa che si svolgerà il prossimo mese in Pretura. Accusa : Tentata Truffa . Che fare ? Bì va a conoscere la prode difensora   ( SIC  !) d’ufficio portando con se la ricevuta dell’acquisto del deflettore e la copia della denuncia del furto con scasso patito e tanta tanta  tanta pazienza. Il motto dell’avvocatessa è “ Li facciamo neri, vincerò la mia prima causa “ Il signor Bì invece si sente già con le manette ai polsi……

 

E viene il giorno dell’udienza in una aula fatiscente della vecchia e polverosa Pretura di delegazione in fase di smobilitazione. Ci sono altre cause prima, storie di sfratti. Il Pretore sembra un tipo alla mano, giovane, sbrigativo. Quando tocca al Signor Bì , l’avvocatessa si butta sulla spalla quella specie di grembiule nero che chiamano toga e lui e il Maresciallo si trovano faccia a faccia.

Il Signor Bì declina le proprie generalità, poi interrogato, racconta la sua odissea con fervore

Mostra la ricevuta un po’ stropicciata sulla quale si legge una scritta a mano che, con un po’ di fantasia, potrebbe essere “ 1 defle “ e poi “34.500”, la data del giorno fatidico, il nome dell’autoricambi e un “ Pagato” anch’esso vergato a mano che attraversa tutto il foglio.

.Il Pretore con la ricevuta giallina in mano : “ Ma allora …perché è stato denunciato ? “

Il Maresciallo : “ Avrebbe dovuto presentarsi privo di deflettore, invece tutto era a posto.  Ero stufo di essere preso in giro da gente che si presentava asserendo d’aver subito furti con scasso, con asportazione di batterie, gomme di scorta, sedili, specchietti e invece o non era vero niente, o approfittavano dell’occasione inserendo nella denuncia accessori che se ne stavano tranquillamente al posto loro. Lei lo sa bene, Signor Pretore, quanti ne abbiamo smascherati e condannati; e quella ricevuta l’ho vista anch’io : E’vaga ed irregolare, non si capisce l’oggetto dell’acquisto né se è destro o sinistro e io…beh,io…vorrei far presente che il signor Bì, da noi successivamente indagato nell’ambito delle troppe truffe che venivano perpetrate alle assicurazioni, è risultato incensurato,lavoratore, ,..regolarmente sposato, con due figli incensurati…..una degna persona insomma………………….”

 Il signor Bì  trasecola : Ma non doveva essere testimone d’accusa, il Maresciallo ? Che combina ? Ha pedinato tutta la famiglia per un  deflettore ?

Finita la sviolinata nei confronti del reo, il difensore d’ufficio non spiaccica parola se non quella classica : “ Mi rimetto alla clemenza della corte “

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Dopo un rapido consulto il Pretore manda il Signor Bì “ assolto per insufficienza di prove “ una formula che non sbugiarda l’operato del Maresciallo e lascia l’imputato, che sa d’essere completamente innocente, con l’amaro in bocca.

E l’avvocato all’uscita : “ Signor Bì , fan duecentomila lire ma è una palese ingiustizia : facciamo ricorso per avere in sentenza “  Che il fatto non sussista ? “

 

E il signor Bì : Di palesi ingiustizie qui ce ne sono almeno tre  :

La prima, macroscopica, è l’avermi assolto con la formula dubitativa dell’insufficienza di prove.

La seconda è non aver creduto fino in fondo al Maresciallo che mi ha dipinto come un santo ma non se l’è sentita di umiliarsi e chiedere scusa ma è come se l’avesse fatto.

La terza è il suo onorario e il susseguente tentativo di allungare il brodo.

Comunque emetta fattura che sarà pagata.

Scena finale : Un anno dopo, all’incirca, a metà mattina.

  Il Signor Bì viene fermato dai  CC ad un posto di blocco, non molto distante da casa.

Cerca disperatamente i documenti dell’auto. Li ha lasciati a casa, lo stordito, assieme alla patente !

Ha con se solo la carta d’identità:. Si vede già a Marassi.

Un milite lo tiene a bada con il mitra, un altro si avvicina e annuncia beffardo :

“ Ha anche la freccia posteriore destra che non funziona “

.Il signor Bì  gioca l’ultima carta : “ Grazie della segnalazione. Ho la lampadina di scorta e la cambio subito, non me n’ero accorto,. ma nel frattempo Vi prego, chiamate Il Maresciallo e dite CHI avete fermato …Abito qui vicino, semmai vado a prendere i documenti a casa e ve li porto…..si puo ? “

Si aspetta una sventagliata di mitra per risposta, invece….invece…le radio gracchiano.

Un breve conciliabolo tra pattuglia e sede ed ecco che un Militare s’avvicina, restituisce il documento d’identità al Signor Bì  e dice incredibilmente : “ Il Maresciallo ha detto che Lei può andare…..Cambi la lampadina e faccia un salto a fargliela vedere. Lo saluterà molto volentieri. “

Un saluto militare e “ Buona giornata “.

 

 

Son ventiquattro anni che il Signor Bì aspetta la fattura dall’avvocatessa……………………

che ora fa l’Amministratrice di Condomini…………..

 

                                                  Un racconto breve    di       Sergio Marini


 

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