L'età che avanza            3    

 

                IL VOLO DEI RICORDI


Dunque siamo lì, al crepuscolo,io e la dolcemetà. Un piatto di pastasciutta al pesto, un bicchiere di dolcetto, la Tv che gracchia in sottofondo ( una cattiva abitudine )
Prima di cena abbiamo sentito le voci rassicuranti dei nostri figli e nipoti lontani che hanno riempito la casa di dolce malinconia ma anche di tanta serenità.
Appare sullo schermo una colorata scena di guerra.
Ammorta, pe piaxei “ implora la dolcemetà “ no me veuggio roinnâ a seiann-a ":
Ha ragione. Pigio il tasto Off del telecomando e la guerra scompare ai nostri occhi ma non dalle nostre coscienze. Il gracidio del TV viene immediatamente sostituito da rumori di pace : il tintinnio delle posate, il nostro respiro, le voci dei bimbi del vicinato che si rincorrono :
Me vegne in cheu quand’ean i nostri figgi a fâ tutto questo bordello “ dice sorridendo dolcemetà ,
Le voci ora vengono mixate con il rumore d’un aereo che si leva in volo. Il vento di mare lo porta forte e chiaro fino in collina e lo vediamo laggiù, tra le nuvole, salire e virare lento.
M’arregorda a primm-a votta che i nostri figgi han piggiou o xeuo “. Sospiro. La risposta di Dolcemetà, un profondo sospiro anche il suo, si fonde in uno strepitio che proviene dal poggiolo.
Sulla ringhiera, proprio di fronte ai nostri occhi, compare una giovane tortora. Ci guarda per nulla intimorita. Emette il suo caratteristico canto, tuba.
Io e dolcemetà ci pietrifichiamo. Smettiamo persino di respirare. Seguiamo con gli occhi i suoi impercettibili movimenti. Il suo canto è un affascinante lamentoso richiamo. Con un frullo d’ali si posa accanto a lei, o lui ? un’altra tortora. I loro becchi prima si sfiorano poi si toccano, teneri., infine sfrecciano verso il grande olmo che troneggia al di là del giardino. Sentiamo i loro richiami rincorrersi tra i rami. “ E o nostro primmo xeuo insemme ? – “ butto lì con voce emozionata.
Dolcemetà, arrossisce , poi dice .;” Me pâ avantëi !
Cala un silenzio fatto di sguardi e d’intesa, tra di noi. Entrambi fissiamo il monitor spento.
Solo per noi ora scorrono le immagini di 45 anni della nostra vita.
 

                                                           -Sergio Marini -  10.7.2008   



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