COÆ  DE FUGASSA

                                                                                            (  voglia di focaccia )

 

 

Dico la verità sul fatto che  la dolcemetà,  da tempo immemore,  non si mette
più in competizione con il fornaio sotto casa ( che fa una già discreta focaccia alla genovese )
E' andata cosi :

Cominciava intorno alle otto, otto e trenta..  Un rapido calcolo : una mezz'oretta
di preparazione, due ore e mezza totali di lievitazione, poi aggiungo un'altra
mezz'oretta per la cottura. Se non sbaglio i calcoli sono tre ore e mezza.

Sarà poi anche migliore di quella del fornaio ma perché devo mangiare la
focaccia a mezzogiorno ?

Se vuoi che io gusti la vera focaccia devi farmela trovare bella croccante
al mattino presto, come si era abituati noi poveri ometti quando dicevano che si
stava peggio : Focaccia, giornale, caffè e per i più viziosi vino bianco.
Ascoltate le mie rimostranze la dolcemetà propose :

" Allöa, cäo rompiballe, te veuggio a-e çinque de mattin insemme a mì . Ti
me devi aggiuttä a açende o forno,  a spennellâ l'euio e magara, mentre se
spëta , ti sciorti e ti vae a accattâte a primm-a ediçion do giornale e
intanto  mì t'inandio o caffè "...Risposi :

" Zà che son pe stradd-a accatto trei etti de fugassa bella cäda ? Ti ne veu
un tocco anche con a çiòula ? "

Non ci sian parlati per una settimana :-))

 

   Sergio Marini  agosto 2006


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