Ai miei genitori

Alla fine degli anni quaranta

 

quella coppia aveva due figli da tirar  su, assieme alla casa polverizzata dalla guerra.

 Ma c'era il lavoro
 dell'uomo tenace e l'operosità casalinga della donna.

 Nelle  domeniche senza calcio prendevano i bimbi per mano e discendendo

  via Bertuccioni puntavano verso il mare che s'intravedeva appena all'orizzonte

,

passando attraverso il largo e deserto Corso Sardegna

fino al lungo e  diritto Corso Torino .
. Il paesaggio cambiava da
 una settimana all'altra, lentamente le ferite della guerra sparivano una
 dopo l'altra, .

così come la spiaggia della Foce
Quella famiglia si accontentava di poco, anche perchè non poteva
permettersi di più. Respirata un pò d'aria di mare, al ritorno i due bimbi sciamavano felici

  

 in Piazza della Vittoria , che a loro sembrava immensa ,e si dirigevano immancabilmente verso
 

una specie di banchetto con le larghe ruote ai fianchi , simili a quelle d'una bicicletta, sormontato da un baldacchino parasole, 
 

che sostava  d'abitudine nei pressi del Museo di Storia Naturale.

Un uomo vestito di bianco agitava una specie di campanaccio e ogni tanto urlava :
  GELATI !!  PISTACCI !.!

 Lì si incontravano i bimbi del dopoguerra e le loro voglie di
gelato e noccioline. Era l'unica spesa voluttuaria che la famigliola
 poteva permettersi :

Quattro gelati, che l'uomo serviva
 spalettandone generose porzioni su  lunghe cialde a forma di cono, e un
 cartoccio di arachidi. . I bimbi, al termine della degustazione, impiastricciati fino
 alle orecchie e con le mani appiccicaticce, cominciavano, come fossero tanti colombi, a pittare

 i " Pistacci "dal cartoccio che  il padre teneva pazientemente in mano, mentre ritornavano lentamente a casa

 

 Per lavarsi le mani e dissetarsi c'era la fontanella nei
 giardini di fronte alla stazione Brignole .


                                                                         Sergio Marini