IL KOALA

 

Avevo si e no dieci anni, leggevo Topolino , Tex Willer , Capitan Miky e Mandrake. Tenevo con gli indiani e Pippo era il mio personaggio preferito. Ma la mia passione era collezionare le figurine degli Animali. Mi mancava la figurina del Koala per terminare l’album, era quasi introvabile. A quei tempi i maschi stavano con i maschi e le femmine con le femmine, ognuno con i suoi giochi ben definiti. Noi le interminabili partite al pallone, trenta contro tutti gli altri, nel bel mezzo della strada a travolgere tutto e tutti tranne il Cantonè che ogni tanto compariva a disperderci, le cannette, le biglie, i cavalli marsci, Loro a pettinare le bambole, a osservarci, e a metter su improbabili negozietti sui muretti che regolarmente distruggevamo.

Ma c’era Nelly. Quando mi guardava, e mi guardava ! , a me veniva la voglia di smettere di tirar calci al pallone e parlare con lei, solo con lei. Le regalavo le figurine che avevo doppie e lei riuscì a completare l’album, Koala compreso, prima di tutti gli altri..

Beccato più volte dagli amici che consideravano la mia frequentazione come “ un passaggio al nemico “ prendemmo a comunicare per bigliettini. Ci scrivevamo ogni giorno all'insaputa di tutti, le cose più banali, così, tanto per non darla vinta a chi ci prendeva in giro. Avevamo un posto segreto dove lasciare i  nostri messaggi: un buco in un muro. A pensarci oggi , quella era la nostra chat.!

Poi un giorno, brutto giorno, trovai dentro al muro la figurina del Koala e due righe d'addio.

La sua  famiglia ritornava in America e Lei prese a scrivermi da Richmond ed io rispondevo immediatamente. Mi inviava meravigliose cartoline ed io contraccambiavo con le vedute di Genova .A pensarci oggi, quella era la nostra chat con allegati. Anche alcune sue compagne di scuola presero a inviarmi belle cartoline con la richiesta di scambio. Con alcune i contatti continuarono anche per lettera contribuendo a farmi studiare con lena l'inglese scolastico. A pensarci ora , quelle erano chat virtuali perché io non conoscevo di persona chi contattavo.

E poi, intorno ai 14 anni, mentre nella mia testolina si era installata l'idea che prima o poi sarei andato a Richmond, tutti questi contatti si interruppero di colpo ed io rimasi per mesi senza ricevere un rigo da nessuno, malgrado continuassi a scrivere a tutti .

Provate voi, al giorno d'oggi, a inviare e mail e messaggini sms, e non ricevere il ritorno.. per mesi !

Finalmente una amica virtuale di Nelly trovò il coraggio, al mio ennesimo appello, di scrivermi la dolorosa verità : La famiglia di Nelly, l'intera famiglia, aveva perso la vita in un incidente stradale e nessuno aveva avuto più la voglia di contattarmi..E poi arrivarono altre dolorose conferme: Nelly, per merito di Debby e di Cliff, , due amicizie di Richmond per me rimaste sempre  virtuali, ma che davvero l’avevano conosciuta, vive nelle nostre e mail perché non abbiamo mai smesso i contatti e la nostra voglia di comunicare ci ha tenuto al passo con i tempi. anche se con percorsi diversi. Con Debby ormai ci contattiamo solo in occasione delle festività, per scambiarci gli auguri, ma con Cliff invece, passo dopo passo, siamo approdati prima al radiantismo con difficili contatti nell’etere. Emozionanti gli anni della CW, poi i labili contatti in voice, poi finalmente il computer, e mail, Web Cam e ora forse approderà anche lui in SL. E’ il filo sottile che mi lega a Nelly., che mi fa apparire, ancora ora, quella crepa nel muro ogni volta che ci contattiamo, è il bigliettino che scrivo e poi arrotolo,  è il foglietto piegato in quattro che apro con ansia.

 

SERGIO MARINI - 2008 -

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