RONDINI  2010

 

Ansante, al termine della salita, raggiungo la solita panchina e mi ci abbandono per godermi l'ultimo sole di questa giornata finalmente primaverile.
Una sosta di soli 5 minuti, tanto per riprendere fiato magari riordinare un po i pensieri. Ma mi squilla il telefonino:
E' un caro amico che, tanto per instillarmi un poco di invidia nella mente, mi rende noto che lui stato tutto il pomeriggio a Chiavari in spiaggia e c' mancato poco non facesse il bagno, quasi volesse cancellare la primavera e saltare direttamente dentro all'estate. Lui vive per abbronzarsi al mare, io invece per osservare curioso il risveglio della natura ad ogni primavera e respirare il profumo dell'erba di campagna. Mentre parlo con lui lo sguardo mi va al cielo terso e azzurro punteggiato dalla luna crescente e all'olmo ormai vestito di nuove foglie. Reso minuscolo dalla gran distanza, un aereo  sembra dirigersi verso lo spicchio di luna. Penso :
Uno dei pochi velivoli che oggi solcano il cielo Ligure dal momento che la prudenza ne ha tenuto a terra la maggior parte, colpa delle ceneri eruttate dal vulcano Islandese dal nome impossibile. Mentre chiudo la conversazione con un "Stanni attento a no costipate " spuntano improvvisamente da dietro l'olmo, altissime e stranamente silenziose, le rondini, simbolo per eccellenza della primavera, e non posso fare a meno di notare che anno dopo anno, sono sempre meno e questa constatazione mi offusca la gioia di rivederle.

 

Sergio Marini

19.4.2010


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