Travasando.....

Come imbottigliare una damigiana da 34 litri di bianco Pinot.
Luna favorevole, giornata soleggiata, assenza di vento. Cantinetta.


Una cinquantina di bottiglie da 3/4 ben lavate e scolate. Tappi di sughero adatti alla bisogna - asciutti e sani.
Tappatrice tipo vecchia cantina. Una canna di plastica per travaso. Un imbuto con chiusura antitravaso.
Alè si comincia.


La Damigiana è in posizione sopraelevata rispetto alle bottiglie che sono schierate sul pavimento della cantina in otto cestelli da sei bottiglie l'uno.
Apro la damigiana levando i sigilli. Uhmm !! che profumo. Sarà meglio però sincerarsi che il vino corrisponda al profumo che emana.
Infilo la canna nella damigiana e ne tiro una bocconata......va beh ! Un pò di più. Buono. Da leccarsi i baffi e me li sto leccando.

Ora si può partire. Un'altra tirata, un sorso a me e poi finalmente il bianco nettare si spande nell'imbuto per poi precipitare nelle bottiglie:
 Riempio velocemente e senza intoppi il primo cestello……il secondo è fuori della mia portata...Smetto il flusso del nettare, avvicino il cestello e aspiro nuovamente dal tubo di plastica un’altro sorso…uhm ! slurp !  ah ! e le bottiglie tornano a riempirsi. Guardando verso la parete di fronte ho un sussulto e mi distraggo.

Un grosso ragno è fermo immobile.          

 Smetto nuovamente il flusso gettando il tubo di plastica nella damigiana. Non riuscirei a continuare sapendo che quella bestiaccia potrebbe muoversi e infilarsi anche in qualche bottiglia. C’è la scopa, lì vicino. Con mira perfetta lo colpisco senza pietà e quello rimane spiaccicato alla parete. Ritorno al Pinot.Un’altra tirata ..glu glu …e poi via a riempire i cestelli che ora ho a portata di mano.  Bussano alla porta della cantina. La dolcemetà mi annuncia : “ Telefono “ !

 Interrompo nuovamente il flusso.e salgo in casa a rispondere. Fischietto. E sorrido alla dolcemetà .Mi sento bene, rilassato, quasi euforico. .E’ la mia vecchia madre dall’altra parte del filo. Durante la conversazione mi domanda un paio di volte “ Ma ti te senti ben ? Ti gh’è ‘na voxe coscì…..impastâ “   Dopo la telefonata ridiscendo in cantina a finire l’imbottigliamento. Tiro un’altra bocconata..glo glù e ancora glòglù.

E giù a rimpire bottillie di vin bianco “ orpo boia “. Dunke, veddiamo …….siamo oltre la metà ? Aha, aha, ! Però che male alla schiena a stare così kino.Che scemmu !! eh eh, prendo la seggiolina di plastica .Ricordo benisscimo “orca l’oca “ che è lì in alkto in sullo  scafale. Fermo il vin “ evviva evviva “,!! che bello ! rimetto la canna nella damigerla, damigella, uff , in nella damigggiana, prendo la sediola e l’appro. Mi siedo e abbraccio la parmigiana….no…la damigiana, succhio dalla canna  glu glò glu glù glu  e …..poi con precccisone continuo a riempire …ic ! bottilllie. Finito ! “ orpo boia “. No – stiamo caaaalmi…che caldo ! Uff !

   

 Ciao bella tappatrice. ! Incastro la prima buittilllia e metto il tappo, oilà ! , nell’apposcito alloggiamento, afferro la leva.TRACK ! PLUF ! Pinot non mi scappi più !

E chi mi ferma a me. Via, velocce, prima che en tri  troppa aria nelle buttiggglie. TracK PLUf – Hick –Ora ho finito “ hih hih hih “

Conto le buttigge  tappate. Quarantaquattro, come i gatti ! Sette castelli, no sette cestelli da 6 bottilllie da tre quarti, fanno 31 litttriemezzzo…olè ! Arrivare a trenciaquaccio ci volghiono ancora tre bittillie e un cicinnino ..........Belin ! N’è sssccccvaporato  così tantooooo ??..Hick. ? !   Che calor !!

© Sergio Marini -2006 ©


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