FREGUGGE ( briciole )

 

 

Vivere a Genova, sopra un panificio, per la famiglia Parodi, 

genovesi da non so quante generazioni, era quanto di più comodo 

possibile per procurarsi tutte le mattine la focaccia per 

colazione. E non era un panificio qualunque ma un antico forno 

dove i clienti venivano serviti tramite i biglietti numerati 

per evitare parapiglia. L'appartamento era sempre invaso dal 

profumo del pane e della focaccia, i migliori deodoranti ( 

gratis ) e la Signora Agata aveva una corsia preferenziale per 

procurarsi la colazione. Non doveva fare altro che scendere e 

ritirare la focaccia fragrante che si trovava già bella e 

pronta per lei. Un rito per tutta la famiglia, nonno, nonna, 

padre , madre e due figli. Tutti a masticar focaccia genovese 

quale carburante per iniziare la giornata. E mentre facevano 

colazione accompagnando l'oleosa focaccia, chi con il caffè e 

chi con il latte,si sprecavano i commenti sulla bontà della 

focaccia che finivano sempre in gloria. Chi non partecipava, o 

almeno così' credevano, a questa specie di cerimonia, era Vito 

che se ne stava sotto il tavolo, ma con un disegno ben preciso. 

Tutte le briciole di focaccia erano le sue, e ne cadevano 

parecchie specie dalla parte del nonno che, tra la dentiera e 

il Parkinson, era più quello che GLI cadeva che quello che 

ingurgitava. Poi c'erano mattine che i figli ne facevano 

piccole mollichine per tirarsele. Una pacchia per Vito che 

raccoglieva tutto come un'idrovora lasciando il pavimento più 

pulito di prima della colazione. Vito non era il cane della 

famiglia, ma il gatto. Un gatto genovese amante della focaccia, 

un buongustaio.

SERGIO MARINI MAGGIO 2014 


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