Non vado quasi mai al Bar, ma stamani il freddo picchia forte e ogni tanto improvvise folate di vento mi trafiggono il viso come se mi scagliassero contro degli spilli. Cos, infreddolito e infastidito, mi rifugio al suo interno e ordino un punch al mandarino, il pi caldo possibile.
Dal vetro del bar, che funge da diga fra me e il gelo, osservo la desolazione dei giardinetti sferzati dal vento maligno che ammucchia la moltitudine di foglie autunnali contro il parco giochi solitamente abitato dai bimbetti del quartiere. C' anche il sole, e sembra una presa in giro, che illumina, senza riscaldarle, le vuote panchine di ferro . Tranne una, in un angolo , stretta tra il muretto di cinta e un enorme siepe d'alloro che la sovrasta e la tiene immersa nell'ombra.
Ed proprio l che si dirige una figura femminile dall'aria familiare e che ni fa strabuzzare gli occhi : la SciCamilla, infagottata come non mai, riconoscibile dall'inseparabile borsa a fiori. Sfida le raffiche e le foglie, che roteano da tutte le parti, e l va a sedersi. Penso ,mentre sorseggio il punch che mi scalda anche le mani gelate:
" O impazzita o si sente male "
La osservo, titubante se andarle in soccorso o meno. Lei fruga nella capace borsa a fiori, estrae una specie di scatola, la punta verso il muretto come fosse un telecomando ma poi si mette a scrollarla vigorosamente. Pi e pi volte.
" Ma che sta combinando ? "
Un gattino spunta tra l'alloro e la sommit del muro .
Percorre avanti e indietro una parte del muretto come impazzito . Dopo un paio di tentativi balza a terra dirigendosi timoroso verso la sciCamilla che posa sul terreno, davanti a s, la scatola. Il micetto si avventa su quello che presumo sia cibo. Trascorrono lunghi momenti dove intuisco che lei addirittura gli parli Poi, mentre la sciCamilla allunga una mano come a volerlo accarezzare (o catturare ? ) lui si ritrae, risale sul muretto, e scompare dentro l'alloro. A sciCamilla raccatta da terra la scatola, si dirige verso il lontano cestino dei rifiuti che proprio nella direzione del bar. Allora - pagato il punch - esco e le vado incontro facendo finta d'incontrarla per caso :
" Ma sciCamilla, con questo tempasso...."
Lei l, davanti al cestino dei rifiuti. Ha ancora in mano la scatola vuota di una nota marca di crocchette per gatti
". Son giorni che erco de ciapp 'n mignin "( Sono giorni che cerco di prendere un gattino )
e mi mostra la scatola .
" S che o l' restou solo. A s mam a l' finia sotta 'n macchina, maleito traffego ! I seu do frin se son z fti piggi da Concettinn-a , a gattara, ma l o l' o ci sarvego " ( s che rimasto solo, la sua mamma finita sotto una macchina, maledetto traffico. I suoi due fratellini si sono gi fatti prendere dalla Concettina, la gattara, ma lui il pi selvatico )
La guardo e lei sorride :
" A Concettinn-a l'aspta " ( Concettina l'aspetta )
Mi punta addosso uno sguardo deciso mentre il vento ci sballotta al pari delle foglie e fa sembrare il freddo ancora pi freddo :
" ..... Doman ghe ripreuvo . Ti me daiesci 'na man ? " ( Domani ci riprovo, mi daresti una mano ? )
Mi guardo in giro smarrito. Sul muro di cinta ora rispuntato il gattino che ci osserva....... e il " doman avieva da f " ( Domani avrei da fare ) che stavo per dire si trasforma in
" A che a se vedemmo ? " ( A che ora ci vediamo ? )


Sergio BIBI Marini  nov. 18                              torna a HOME