LA MUSICA DEL  MONDO

Son finiti i tempi delle lunghe passeggiate e delle corse campestri. Ora trascino gli anni dolorante aiutato da un bastone

Alla sommitÓ della salita mi lascio cadere ansante su uno scomodo ma provvidenziale sedile in pietra incastonato nel muro.

   Il sole primaverile, pur velato da grosse nuvole bianche e filtrato dagli alberi, punta diritto ai miei occhi e me li fa chiudere.

Il suo tepore sembra agire nei miei confronti come un carica batterie e produce benessere. Davanti ai miei occhi chiusi c'Ŕ la campagna di Fegino che degrada nella valle del Polcevera con Teglia e Rivarolo di fronte. Si sta bene qui, decido di prolungare la mia sosta e cerco le cuffiette per ascoltare un poco di musica che mi aiuti a passare , in quest'angolo di mondo, ancora un poco di tempo.

 

Alla mia sinistra un gallo lontano strepita insistente e il latrato di un cane sembra rispondergli. Voci indecifrabili con accenni di risate galleggiano nell'aria mischiate al sordo rumore del traffico che sale, echeggia e fa da sottofondo. Ora Ŕ un treno che sferraglia lento, un merci di sicuro, mentre alcune sirene irrompono passando, con il loro suono preoccupante, da sinistra per perdersi poi a destra, verso il mare . Un ronzio vicinissimo mi fa aprire gli occhi. Un grosso insetto nero, forse un moscone, vola rapido,  quasi in circolo, mi sfiora un paio di volte, poi sparisce tra i rami del fico che ho davanti. C'Ŕ un gattone bianco e nero che attraversa la creuza miagolando roco. Cerco lo smartphone per fotografarlo ma i miei movimenti lo inducono a scappare . Il ritmico rumore di un elicottero irrompe improvviso sopra la mia testa. Lo vedo stagliarsi contro il sole per poi lentamente sparire verso levante. Lo starnazzare delle oche e il ragliare potente di alcuni asini risalgono la collina. Ripongo le cuffiette e lo smartphone. Ho appena ascoltato la musica del mondo.

Sergio BIBI Marini 

24.aprile 2017



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