MILA'N

 

C'era un paesino dalle parti del Bracco . Poche case - una chiesa con
cimitero - un campetto di calcio, l'osteria. Ogni volta che moriva un
vecchio, moriva una parte del paese e ogni estate ci si trovava sempre meno,
affogati nella noia della tranquillitÓ. Le case si scoloravano al sole e il
campanile presentava crepe poco rassicuranti. D'inverno la neve bloccava
spesso l'unico accesso ma i suoi figli erano giÓ quasi tutti al sicuro nelle cittÓ.
 Sarebbero ricomparsi con la bella stagione.

Ricordo quella lontana estate :
stavo giocando una interminabile partita a scopone con il parroco, l'oste e
l'amico Giuan. La mia dolcemetÓ , col pancione, prendeva il fresco sotto il
pergolato d'uva americana. Dalla stretta strada tutta curve saliva  un'auto
enorme, nera, le cui cromature sprizzavano lampi colpite dal sole.

 " Quello o l'Ŕ 'n foresto " sentenzi˛ l'oste.
 " Nisciun de noińtri o l' ha 'n macchinon coscý " Aveva ragione.
 L'auto ferm˛ la sua corsa nel piazzaletto ghiaioso, proprio
davanti al nostro tavolo, e due coppie sulla cinquantina scesero smarrite.
 Volevano andare a Varese Ligure e invece......................................
 Ricordo che scambiammo qualche convenevole mentre si
dissetavano con 4 spume. Uno di loro, l'autista, dopo essersi a lungo
guardato in giro, se ne uscý con " Caratterisco ! Chý son restÓ ai temp de
Carlo Codega " E poi una domanda buttata lý da una delle due donne in puro
accento meneghino  : " Ci sono case da affittare o da comperare ? Sarebbe
l'ideale per Tex !
" Inizi˛ davvero tutto cosý. L'anno dopo il macchinone
cromato port˛ su una coppia e il loro cane lupo TEX  ; presero possesso
della casa " Pria gianca " che il parroco aveva loro affittato. Era un
costruttore edile di Paderno Dugnano che non riusciva a stare mai con le
mani in mano. Aggiust˛ persino il campanile e anno dopo anno prendeva
possesso di un rudere qui, un fienile lÓ, e il paesino rinasceva a nuova
vita e  si aggiunsero nuovi abitanti, tutti amici del "MilÓn "
come noi lo chiamavamo.   E tutti a organizzare: Partite di calcio sul
campetto ristrutturato, corse campestri, tombolate  e lotterie per la
chiesa, gare di ballo,marce, grigliate..........
 Il " MilÓn " suonatore a tempo perso di chitarra, mise su
un'orchestrina di liscio " I MilanŔs " che si esibiva sul campetto di calcio
e richiamava turisti dai paesi vicini. Non passava giorno - e notte -
d'estate che non nasceva una nuova iniziativa :
Gara di bocce, torneo di scopone ,tiro con l'arco,
 corse nei sacchi, persino recite dialettali ( Genovesi ! )

Il figlio dell'oste Ŕ ritornato alla morte del padre ( lacrima ! ) ed Ŕ
diventato pi¨ che benestante aprendo in loco un ristorante niente male.
 Le case sono ora villette aperte anche d'inverno nei week end e
alcune di loro hanno anche la piscina.....
MilÓn e Tex sono morti  e lui ha voluto essere
sepolto nel minuscolo cimitero del paese
che ha veramente tanto amato e in agosto, per 15 giorni
 il paese s'addobba per la festa patronale e sono in molti che ricordano
" MilÓn "

                                  Sergio Marini


 

NB: Se le battute in Genovese non fossero comprensibili, premete qui:                  Vi invier˛ la traduzione in Italiano. !