NEL FANGO

Di tutta quella pioggia il torrente Bisagno non ne poteva più e, nel buio della notte, si lanciò verso valle cercando salvezza in mare ma la sua corsa si presentava irta di ostacoli che l'uomo aveva disseminato sul suo cammino.....

. Diluviava come mai aveva visto prima e lampi accecanti e quasi continui erano le uniche luci perchè la casa, a pochi metri da lui, era piombata nel buio. Preceduta da un soffio,quasi un colpo di vento, l'acqua lo colse di sorpresa, lo trascinò via, fino al limite del campo e lo sbattè contro il muretto. Sentiva le urla e le imprecazioni di Beppe che ce l'aveva con un certo Bisagno e i pianti della Rina che continuava a dire come una litania " O no, ancon 'na votta " L'acqua melmosa che lo premeva contro il muretto saliva e gli stava arrivando quasi alla gola, non avrebbe retto a lungo, poi l'onda di piena sbriciolò il muretto dietro di lui e l'acqua prese a defluire scendendo di livello e lui rimase lì, tramortito e completamente smarrito nel buio, sferzato da una pioggia maligna. Le voci piene di rabbia e paura si rincorrevano nella notte, ne intuiva la direzione ma non osava muoversi, semisommerso in una melma vischiosa .Come venne l'alba, sotto la pioggia che cadeva leggera, lui potè vedere il prato e la casa. Non c'era quasi più acqua ma solo una distesa di fango perchè il prato era in leggera discesa. Beppe e la Rina erano sull'uscio di casa e aggiungevano fango all'aia melmosa cercando di liberare casa con i secchi come fossero su una barca che stesse affondando. Di fianco scorreva e rumoreggiava ,ora dentro gli argini, il torrente. Allora lui si diede qualche scrollatina e prese ad avanzare nel fango, e più avanzava e più si sentiva bene tanto da annusarlo con voluttà e rotolarcisi. Mai avuto tanto fango a disposizione, lui il Maiale, dopo lo scampato pericolo, si sentiva felice. - Sergio BIBI Marini - 10.10. 14


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