IL VOLO

Per lui il mondo era l'interno di quella casa al secondo piano. Le quattro finestre davano tutte su una tranquilla piazza e lui passava le pigre giornate a sbirciarne il via vai. Aveva sei mesi e una grande curiositÓ. Il suo pi¨ grande desiderio era quello di allargare i propri orizzonti. Intuiva che il mondo non finiva lý, ma continuava anche nelle case vicine che alla sera si riempivano di luci e suoni. E c'erano strani esseri volanti che ogni tanto saettavano nel cielo per poi posarsi sicuri sul cornicione della casa di fronte. A volte popolavano una strana figura sempre immobile, enorme,al centro della piazza, circondata da una aiuola sempre fiorita. Pi¨ di una volta uno di quei grigi volatili s'era posato sul filo da stendere proprio di fronte alla finestra e lui aveva avuto modo di osservarlo bene. Non riusciva a capire che razza di peli avesse, cosý diversi dai suoi, e perchŔ al posto del naso avesse una specie di prolunga e due striminzite zampette. Buffo e goffo ma quando si levava in volo suscitava la sua invidia. PerchŔ quello galleggiava nell'aria e lui no ? Forse il segreto stava nel fatto che quello era al di lÓ del vetro, forse forse se avesse potuto varcare la finestra magari si sarebbe librato in aria pure lui. Bastava aspettare il momento buono, ogni tanto le finestre veniva aperte e lui aveva deciso che ci avrebbe provato. Cosý, una mattina si trov˛ davanti ad una finestra spalancata al sole caldo che colorava di giallo ogni cosa e lui, con un balzo, si ritrov˛ sul bordo, il vuoto davanti, i buffi volatili che facevano la spola tra il cornicione e l'uomo immobile con il braccio alzato verso il cielo. Sembrava lo chiamassero. Si lanci˛ nel vuoto, con convinzione, inseguito dal grido atterrito della donna di casa.
Quando la donna ,trafelata e angosciata, sbuc˛ dal portone con le mani tra i capelli e trov˛ il gattino sul marciapiede, ritto sulle sue 4 zampette indolenzite che si guardava in giro smarrito. I piccioni lo osservavano incuriositi appollaiati sul monumento dedicato all'uomo libero. Ora non aveva pi¨ sette vite, quel gattino, ma sei, una di meno.

Sergio Marini luglio 2014


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